I poponcini

“I poponcini sono il frutto di un desiderio: quello di dare vita attraverso il lavoro delle mie mani, all’emozione di essere madre e figlia, al ricordo di essere stata bambina…

Così ho disegnato e provato e cucito e lavorato fino a che non è uscita questa forma, un po’ per caso un po’ voluta che ho amato subito. I poponcini sono il mio desiderio di abbracciare la vita in silenzio, di guardarla e toccarla con delicatezza, sono il mio desiderio di percorrere il mondo con un soffio, il tempo di un respiro….

Dedico i poponcini al compagno di una vita, senza di lui io non sarei mai stata poponcini, senza di lui tutto questo non sarebbe mai esistito; e dedico i poponcini all’altro uomo della mia vita: mio padre che ha versato lacrime e sudore su montagne di lana, che mi ha fatto crescere respirandone il profumo ogni sera nel suo caldo abbraccio”.

Annalisa.

 

 

I poponcini® sono perlopiù animali, ma possono essere anche borse, spille e cuscini. Ho iniziato a cucire per le mie figlie, volevo insegnare loro che non è necessario entrare in una cartoleria per avere un gioco, ma che ogni cosa che abbiamo intorno è un potenziale gioco in divenire. Il primo che feci fu un coniglio, riadattai una maglia grigia di cashmere, a collo alto, che aveva le maniche troppo rovinate per continuarle a rattoppare. Mi dispiaceva molto buttarlo, era uno di quei capi che ti si cuciono addosso fin dal primo momento e non riesci a fare a meno di infilarci la testa! Cercai di sagomarlo senza tagliarlo, volevo che rimanesse visibile la sua origine. Da lì è iniziato un susseguirsi di idee e ricicli, fino a che sono arrivata ai poponcini.

Dopo alcune prove sono arrivata al modello ma soprattutto ad alcuni punti fermi: i materiali, la cura dei dettagli e la realizzazione a mano di tutti quegli elementi accessori che compongono il prodotto finito come etichette, cartellini e confezione.

I materiali

I tessuti che scelgo per i miei poponcini sono composti solo da fibre naturali come lana, cotone, lino, canapa, seta, filosofia che ho esteso anche all’imbottitura per la quale ho scelto una lana mohair recuperata dalle lavorazioni pratesi.

DSC04020La lana usata per l’imbottitura  conferisce non solo una consistenza diversa dal poliestere, tende a modificarsi con il passare del tempo, ed è sensibile all’umidità dell’aria, ma regala al prodotto anche un odore caratteristico.

I tessuti sono scelti con cura, spesso sono stoffe per abito come i tweed, i madras, i lini. Ai materiali nuovi affianco tessuti di recupero o vintage. Quando mi imbatto in qualche materiale che stimola la mia attenzione mi piace usare tessuti di seconda mano: adoro riutilizzare cose già vissute perché sono ricche di quel sapore che solo il tempo sa dare! E poi riciclare mette sempre in pace con ciò che ci circonda!

A proposito di tessuti recuperati ho realizzato una collezione con sete giapponesi vintage, originali degli anni ’30 provenienti dalla regione di Kyoto; il protagonista principale di questa serie è il gatto, forse l’animale più amato in Giappone.

Infine, i tessuti indiani: cotone stampato a mano nei più brillanti dei colori, provenienti dalla regione del Punjab. A loro è dedicata, naturalmente, la collezione degli elefanti indiani.

 

I dettagli

DSC03924I particolari sono generalmente realizzati con tessuti che si abbinano al principale con la tecnica dell’applicazione, tra questi si trovano i musi e i polpastrelli che caratterizzano i modelli base; altri invece sono semplicemente ricamati come l’ombelico, presente come simbolo di nascita.

I dettagli non sono mai affidati all’uso di cartamodelli, così come orecchie e code, ma sono improvvisati ogni volta per enfatizzare l’unicità di ogni poponcino.

 

 

La confezione

La confezione e tutti i dettagli dei poponcini rispecchiano fedelmente il motto “100% fatti a mano”. Tutti gli elementi, nessuno escluso, sono realizzati personalmente e conferiscono al prodotto un aspetto unico.

Ogni poponcino è corredato di un sacchetto di cotone grezzo, con coulisse blu, anch’essa in cotone, sul quale è stampato a mano il marchio usando un timbro inciso su gomma e vernice blu per stoffa. Le misure dei sacchetti non sono standard ma variano con le dimensioni dei poponcini che vi trovano alloggio.

Lo stesso timbro è usato per stampare le etichette su nastro di cotone grezzo.

Infine i cartellini, tutti scritti a mano, sono una presentazione del prodotto: vi è specificato il nome e il numero di serie del prodotto e contengono un piccolo campionario dei materiali usati, tessuti e imbottitura, nel quale è eventualmente indicato se i materiali usati sono di recupero o vintage.